20 November 2008

I giovani e la musica


Mondo Giovanile: Esemplificazioni

RESOCONTO LAVORO DI GRUPPO
di mercoledì 19 novembre 2008
SUL CAPITOLO PRIMO: MONDO GIOVANILE, ESEMPLIFICAZIONI

Membri del gruppo: George Wadia – don Pietro Migliasso – Nguyen Dai Loc Martino – Sr. Maria Teresa Gonzales – Paolo Misciagna – Jean Abou Charouche (segretario)

I GIOVANI E LA MUSICA

L'ascolto della musica è, oggi, un fenomeno molto diffuso nel mondo giovanile. È quindi necessario per noi, educatori e accompagnatori della gioventù, interessarci e studiarlo molto attentamente perché rivela indirettamente i gusti giovanili.

La musica, in sé, è una cosa buona e preziosa. Essa gioca un grande ruolo nella vita dell'uomo perché:
- in modo molto significativo esprimere l'interiorità e la “fame del cuore”: i desideri, i bisogni, le aspettative, la ricerca della verità, del senso...
- è uno strumento che può accomunare intere generazioni.
- è espressione del sentimento religioso che può diventare preghiera. Basta vedere, per esempio, il ruolo della musica negli incontri giovanili di massa (Taizé, GMG...).

Ma la musica, buona di per sé, può diventare un pericolo:
- un modo di fuggire la realtà, incapacità di sopportare il silenzio...
- un mezzo di distrazione e di negligenza delle responsabilità ( studio, lavoro...)
- un modo di propagandare ideologie immorali, molto pericolose

Ruolo degli adulti: Aiutare i giovani a discernere la musica buona da quella malsana. Si tratta di un cammino di discernimento con i giovani. Per poter farlo, bisogna essere noi stessi aperti alla loro musica e capaci di saperla gustare.

∞ Jean Abou Charouche

19 November 2008

Grande paura davanti alla realtà


Mondo Giovanile: Esemplificazioni

Gruppo di lavoro in lingua italiana:
Micheline Malangu / Anna De Pascalis /
Sinval Marques Pereira / Albert Kabuge

Domande:
1. Come i giovani capiscono la musica?
2. Come riportare i ragazzi a una esperienza di fede attraverso la cultura pop?
3. Perché la gente non vengono alle forme convenzionale di preghiera?
4. Come ricuperare le persone che stanno fuori della Chiesa?
5. Come reagiscono i giovani davanti alla musica pop: ricerca di distrazione o di contenuto?
6. C’è bisogno di amare il pop per comunicarci con i giovani?
7. Quale sono i frutti dell’educazione di oggi?
8. Perché le persone hanno bisogno della novità per entrare in Chiesa?

Riflessioni generali:

- È difficile capire la mentalità dei giovani, seguirli o riuscire a comunicarsi con loro.

- La musica è un riferimento nella vita dei giovani, loro si lasciano guidare dal ritmo e dei messaggi offerti nel testo della musica.

- Esiste una grande paura da parte dei giovani davanti alla realtà, al pensare; e per questo trovano nel ritmo pop una fuga dal silenzio, mantenendo sempre attivo il cervello anche se con attività “leggere”, non impegnative.

- Dobbiamo imparare la cultura giovanile per essere come loro, per essere accettati da loro.

- I giovani non valorizzano quelli che sono uguale a loro, ma quelle che riescono a parlare con loro dicendo qualcosa di nuovo. C’è bisogno di conoscere la cultura e il mondo giovanile ma anche di riuscire a proporre qualcosa in più, se non rimaniamo come loro e non li aiutiamo a crescere e maturare.

- Gli “educatori” devono avere degli atteggiamenti aperti davanti al nuovo e tutte le realtà che avvolgono la vita giovanile, essendo capace di accogliere il nuovo e di interagire con la novità.

- Le persone sono stanche delle forme “convenzionale” di preghiera e cercano modi “carismatiche” di pregare.

- C’è bisogno di proporre forme più attraenti che invitino le persone in generale a entrare in Chiesa senza paura, sentendosi bene davanti alla preghiera.

- Oggi i ragazzi sono dei piccoli operai che fanno tutto in giornata: studiano, imparano musica, lingua, sport, hanno dei compiti. Sono molto impegnati cercando nel ritmo musicale una distrazione. Ci vuole rispettare il ritmo di crescita dei ragazzi e dei giovani.

- Uno dei più grande santo del nostro tempo è senza dubbio Padre Pio, il quale è santo perché confessava la gente… e quanta folla accorreva a lui? Nell’arte contemporanea è caratteristico la grande quantità di stile diversi dove ognuno riesce ad esprimere la personalità dell’artista; il quale deve sempre riuscire ad arrivare a una individualità nella sua opera, ad un gesto unico come lui stesso; scappando così dalla massificazione. Ma la conseguenza è che si creano tanti linguaggi, come la varietà artistica che abbiamo oggi, dove ognuno parla ma nessuno ascolta. Nessuno è capace di leggere un’opera d’arte astratta, alcune volte manco l’autore. Oggi le persone hanno un profondo bisogno di qualcuno che li ascolti, che li capiscano. E noi cristiani possiamo evangelizzare più con questi atteggiamenti che con tante altre modi.

- Non basta proporre modi attraenti di invitare la gente per la Chiesa, ci vuole che la “gente” conosca i tesori della religioni, è presente oggi una ignoranza religiosa molto grande che porta le persone ad allontanarsi della religione e a cercare forme più facile di spiritualità.

- La catechesi deve essere centrale nella vita di una parrocchia, senza una catechesi vera e profonda le persone non sapranno mai il motivo per cui hanno ricevuto un sacramento se non per convenienza sociale. Oggi ci sono in alcune parte del mondo come in Africa e in America la proliferazioni delle sette evangeliche, e quando domandi a una persona il perché ha lasciato la Chiesa Cattolica? Quella ti risponde che non capiva la Parola di Dio e adesso la capisce! Questo è mancanza di accompagnamento e catechesi.

- Oggi la fame spirituale presente nei giovani è segno di una ricerca di qualcosa che non c’e l’hanno e che vogliono; e che purtroppo trovano in espressioni culturali che non sempre offrono dei contenuti. Ci vuole riuscire a capire bene e a gustare le espressioni culturale attuale e con coraggio ad interagire con questi linguaggi.

∞ Sinval Marques Pereira

Youth and spirituality where Christianity is still young

Theme 1:
The World of the Young and Spirituality in Today’s Context

English Speaking Discussion Group:

Chalana Kalanga ATHTHIDAYAGE - Srilanka
Sebhat Hadgu KAHSAY - Ethiopia
Showrilu CHINNABATHUNI - India
Joseph MINJA -Tanzania

We come from different countries of Africa and Asia.

After we have read the work on Chapter One we felt that the following questions are valid especially when we reflect on the situations of youth from the places of our origin. The youth there represent one part of the youth of the entire world. Therefore as we talk about youth spirituality we strongly feel that it can be achieved by a two-way model:
  1. The part of the youth themselves and
  2. The part of the animators, parents, Youth animators/ youth guards.
Our situations provide us with an interesting example:

Some parts of our continents, the Christian faith is still young, we leave among different Christian denominations, Muslims, Hindi, Pagans among others. Economically we are still on developing. We are affected already by other developed countries because of mass media, intercultural influences, and politics, among others. Therefore when we look on the issue of transmitting faith, attending the Big Youth gatherings, making youth realize that they belong for example to the Church and the Society… it all brings many questions to our minds as we have tried to formulate our questions around two central realities: 1) the young people; b) the adults who care for the young.


PER I GIOVANNI

What do you go to find in these gatherings such as Taizé or in the World Youth day, do you know that you belong to the Church and Society? What does it mean to you that you are part and parcel of the above reality? What are the fears in life that you have, and how do you let them be known and tackled? How do you witness the Gospel of Jesus with your life?

Cosa va a cercare in queste grandi raduni come Taizé o nelle giornate mondiali della gioventù, sapete che voi appartiene alla Chiesa e Società e cosa intende a partenere della realtà,cosa sono le paure delle vita che avete e come li lascia sia conosciuto ed afferrò e come testimonia al Vangelo di Gesù con la vita Vostra?


PER GLI ANIMATORI

How do you accompany the youth so that they may realize the desires and motives to enter in these gatherings? Are there some faith elements that you are transmitting to the youth? What are methods that you are using to make effective these elements? Are you updated with the youth situations and how ready are you to work with them towards solutions? Has your way of life been a model for the youth in witnessing to the Gospel of Jesus?

Come si potrebbe accompagnare i ragazzi che si rendono conto dei loro desideri/i motivi ed entra in queste raduni, ci sono degli elementi di fede che siete emettendo alla gioventù? Quali sono metodi che usando per fare effettivo questi elementi? È aggiornato con le situazioni attuali della gioventù e come si potrebbe rendersi pronto per lavorare con loro verso soluzioni? E' un modello il vostro modo di vivere per i giovani dalla gioventù nel testimoninza al Vangelo di Gesù?


Submitted by Joseph MINJA (Matricola: 15999T)
TA 2160 Spiritualità giovanile

Corso interattivo - contributo singolo


Capitolo 1º Mondo Giovanile: esemplicazioni

Domanda per lavoro di gruppo di giovani o adolescenti:
  • In un contesto che provoca un nuovo ritorno della spiritualità da cosa è risvegliata questa spiritualità?
  • Quale è il motore propulsore di questo risveglio?
  • È il contesto culturale oppure è l'anima, la coscienza, l'interiorità?
  • È l'interno dell'uomo o è l'esterno dell'uomo che sente questo bisogno?

Domanda per gruppo di adulti (educatori…):
  • Se è vero che i giovani abitano e vivono una cultura e una spiritualità costruita e tessuta dalle generazioni precedenti, quali elementi di spiritualità sono venuti meno, sono stati dimenticati oppure traditi dalle vecchie generazioni?
∞ Paolo Misciagna

18 November 2008

I nostri giovani - our young people - visual 1


Invece di partire immediatamente da considerazioni teoriche non sembra indifferente per il tema che stiamo per studiare, andar a vedere qualche “luogo” in cui si esprimono in atto, in una maniera o in un’ altra, esperienze o forme che possono avere un impatto religioso o spirituale. In questa prospettiva vanno viste le esemplificazioni e il loro inquadramento offerti all’inizio di questo corso sulla spiritualità giovanile.


Instead beginning our study with some sort of attempt to theorize on the nature of young people and their approach to spirituality, it may seem more useful to start from experience. Thus we begin by going and seeing some “places” that seem to express, in one way or another, the impact that religious and/or spiritual realities may exert on the young.

We want to look at young people, if this is possible, in the context of their own experiences. From this perspective, we will want to examine a number of different trends and events that can offer us examples of youthful longing and practice. This is the framework within which we begin this course on youth spirituality.
Poi, dire “i giovani” è facile… ma dobbiamo subito chiederci: quali giovani? Condividendo le nostre varietate esperienze con i giovani, ci rendiamo conto subito che non tutti i giovani sono uguale. Anzi! Esiste un mondo di varietà in ogni gruppo, per non parlare delle differenze fra i giovani d’un continente e un altro.

But in spite of all these differences, we like to speak of the young, of their hopes and their aspirations; of their fears and the roadblocks that they face. Besides this, we are convinced that conversing about God or things spiritual is not something foreign to them. It remains part and parcel of their journey, and ours.

11 November 2008

Fuerte cambio en los modelos

Nuestros jovenes

Grupo: Albert Kitungwa Kabuge, Adeodatus Muhich, Cesar Blanco, Antonio Gutiérrez

Trabajo por Equipos

Albert Kitungwa Kabuge: “Costa D’avorio”.
  • Muchos jóvenes no viven con su familia (Papá-Mamá).
  • Se Percibe la invluencia negativa Europea en el sentido materialista y con algu-nas manifestaciones de indiferencia hacia las necesidades del prójimo.
  • La situación económica laboral es buena, pero la construcción de vivienda no.
  • Con “jóvenes en la calle”, algunos de ellos mayores de 25 años, comentan que se han salido de casa por que es muy pequeña y prefieren dormir en la calle, en di-versos momentos del día van a su casa.
Adeodatus Muhich: “Congo”.
  • Condiciones difíciles, agresivas, de guerra.
  • Realidad de muchos jóvenes “en la calle”.
  • Las casas de habitación son muy pequeñas en comparación al número de perso-nas que la habitan.
  • La unidad familiar es muy fuerte, la consideran importante.
  • Es difícil que continuen los estudios por motivos económicos.
  • Aunque si hay trabajo no es bien remunerado, así es muy fácil reclutar a jóvenes como reveldes para la guerrilla.
  • Aproximadamente el 50% son cristianos católicos.
  • Los jóvenes son muy generosos, con capacidad de comprometerse para ayudar.

Cesar Blanco: “España”.
  • Los jóvenes viven bien, son el centro de la casa-familia: todo lo tienen fácil (di-nero, estudio, etc.).
  • En muchos casos hay experiencia de divorcio en la familia, quedando el joven con muchas cosas materiales pero faltándoles cariño-amor.
  • La situación económica del País es muy favorable (servicios-trabajo).
  • Los jóvenes experimentan la soledad y la necesidad de Dios.
  • Sin embargo la fe-cristiana católica es difícil vivirla con radicalidad, se reduce a la práctica de algunos sacramentos desligados de la vida ordinaria.
  • Las presonas se casan ya mayores de edad y por lo general forman familias pe-queñas, en cuanto a hijos.

Antonio Gutiérrez: “México”.
  • A pesar de que se presentan dificultades para la vivencia de su fe (escuela, traba-jo, medios de comunicación: secularizados) se percibe una grande sensibilidad religiosa con pequeñas manifestaciones de querer compormeterse para trabajar por el bien común.
  • Socialmente el joven viven en un ambiente de inseguridad y violencia fruto del narcotráfico.
  • Hay una grande indiferencia-desonfianza hacia las instituciones, pero cuando ven a personas coherentes son capaces de responder generosamente.
  • En las familias se está dando el problema fuerte del divorcio.
  • Aunque la mayoría son católicos “lo son de nombre-tradición” pero pocos son los practicantes.

Una vez que todos compartimos reflexionabamos, intentando sacar “rasgos comunes” y llegamos a la siguiente conclusión:
  • El contexto Socio-Político-Cultural, así como la oportunidad que tengan para estudiar o no, marca fuertemente la vida del joven.
  • Se está dando en nuestros Países un “fuerte cambio” en el modelo tradicional de “la familia”.
∞ Antonio Gutiérrez

08 November 2008

Giovani e la famiglia oggi


I NOSTRI GIOVANI
Gruppo di lingua polacca
Sławek Bartodziej, Darek Szyszka, Krzysztof MAŁEK, s. Joanna Kozub

1. Giovani – ma di quale contesto? (contesto sociale, contesto educativo, contesto economico, contesto religioso, contesto etnico…)
2. La famiglia: quali modelli di famiglia sono tipici fra i giovani che conosciamo?

Questo è quello che abbiamo sottolineato, almeno nel nostro paese, cioè in Polonia.

In primo luogo, oggi la differenza non dipende tanto dal fatto che il giovane provenga dalla città o dal villaggio (piccolo paese), ma vi è differenza a seconda delle regioni di provenienza. Infatti, in alcuni ambienti esiste ancora una forte tradizione popolare, e là la famiglia è ancora abbastanza sana e grazie a questo i loro giovani sanno portare avanti la propria vita alla luce di buoni valori morali, ecc… Allora è molto importante riconoscere l’ambiente dal quale proviene l’adolescente.

Poi abbiamo osservato che nella situazione attuale, dove è proprio sparito il vero modello dell’autorità, è importante sforzarsi e non permettere che i giovani vadano ciecamente dietro a un idolo, ma che possano avere veri modelli da seguire.

Purtroppo, abbastanza spesso, proprio oggi, ognuno lavora per conto suo: un conto è ciò che “predica” la Chiesa, un altro è ciò che dicono gli educatori, e poi in un’altro modo procedono i genitori. Alla fine, essendo divise le diverse figure educative, i giovani stessi rimangono abbastanza dispersi.

Consegnato da: suor Giovanna