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17 December 2010

Rapporto: fede e giovani

INTERMEZZO
15 dicembre 2010

Gruppo di lingua italiana
Luigi Bertié, Pietro Tran Anh Tu
Alessio Massimi, Bogdan Ioan Baies, Rita Mazzieri
Emanuele Balestra


Uno dei fattori che rendono particolarmente complessa l’elaborazione di un ritratto unitario in riferimento all’attuale rapporto tra giovani, fede e religione all’interno del contesto italiano è sicuramente rappresentato dall’eterogeneità di credenze, atteggiamenti e pratiche che si possono in tal senso osservare nelle diverse zone del territorio nazionale. Non stupisce quindi che anche su questo piano la ricerca sulla condizione giovanile si stia sempre più spesso sviluppando attraverso appronfondimenti dedicati a territori specifici. Il nostro lavoro presentato a prende in particolare in considerazione la religiosità giovanile nelle diverse province, attraverso la sommonistrazione di tanti questionari a ragazzi e ragazze delle parrochie, ed universitari di età compresa tra i 15 ed i 35 anni.


Come mostra chiaramente la nostra discussione sulla ricerca, si tratta di un ambiente dotato da questo punto di vista di alcuni tratti peculiari piuttosto netti: il 96,0% degli intervistati infatti si dichiara credente, il 27,0% dei credenti cattolici dichiara di partecipare regolamente alla messa. Valori significativamente più elevati rispetto a quelli emersi nella più recenti lavori su scala nazionale per la stessa classe di età.
Ma il dato forse più significativo che emerge della discussione è la forte complessità che caratterizza il rapporto di questi giovani con la fede. Un rapporto che si caratterizza soprattutto per i suoi tratti di ambivalenza.


Tratti ambivalenza altrettanto forti emergono poi considerando il ruolo riconosciuto alla religione: da un lato si ritiene che il messaggio religioso giochi un ruolo particolarmente importante all’interno della chiesa e della società, ma dall’altro lato si valuta poi che la religione influenzi soltanto in minima parte la propria vita. Parallelarmente, se da un lato ci si dichiara “superstiziosi”, nonostante la connotazione “negativa” che tale aggettivo potrebbe richiamare, dall’altro lato però si dichiara anche di non credere nella magia e di non ricorrere alla lettura degli oroscopi, delle carte o della mano. Allora anche all’interno di questa popolazione, forse, l’adesione ad identità e pratiche religiose costituisce soprattutto un fattore di appartenenza culturale: il 42% partecipa alle feste religiose del proprio paese, il 53% indossa simboli religiosi, l’85% difende la presenza del crocefisso all’interno delle aule scolastiche. Aspetti particolarmente interessanti ai quali forse alla discussione nel gruppo avrebbe potuto dare maggiore spazio (e forse una maggiore attenzione metodologica, come nel caso di alcuni confronti sviluppati tra sottocampioni costituiti da una decina di unità soltanto, o come quando si rischia qualche semplificazione parlando – peraltro con toni un po’ troppo giornalistici – di “esoterismo”, “satanismo” e musica rock quali fenomeni quasi sovrapponibili).


L’ipotesi con la quale si chiude su questo intervento del nostro gruppo è quella di un rapporto tra i giovani e la fede che, riprendendo la lezione di Jacques Schepens e Joseph Boenzi, può essere sintetizzato nel concetto di “religione liberale”: un rapporto all’interno del quale al mantenimento di un contatto intimo con la fede corrisponde un indebolimento del ruolo della struttura ecclesiastica quale intermediario tra l’uomo ed Dio: un rapporto all’interno del quale la fede è al tempo stesso modello educativo e veicolo dei valori condivisi, ma anche sostegno personale, soprattutto nei momenti di difficoltà. Con una immagine del religioso che proprio attraverso le nuove generazioni si ritiene venga costantemente ridefinita, e rispetto alla quale però alcune categorie classiche sembrano ancora poter gettare luce.

Segretario: Pietro Tran Anh Tu

02 December 2010

Chiesa? Che significa per i giovani?

Modelli, esperienze fondatrici e strumenti di crescita
1 dicembre 2010

Gruppo di lingua polacca
Łukasz Nawrat
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Łukaszuk



Condivisione sul capitolo quinto: per la spiritualità giovanile.

Commentando questo capitolo, ci si ripetono nel nostro gruppo le domande sulla preghiera in comunità. I giovani non mettono in valore la Chiesa. Dicono: “Gesù – si, Chiesa – no!” seguendo solo un stereotipo.

Quale è il senso della Chiesa? In Irlanda i ragazzi del gruppo accompagnato da Lukasz, dicevano: non partecipiamo alla liturgia in chiesa parrocchiale, però ogni giorni preghiamo.  La confessione in alcuni luoghi è sostituita di una conversazione. I giovani sono contenti di poter parlare di loro problemi. Ma spesso si perde il senso sacramentale della penitenza e dopo dimentichiamo la cosa più importante: Gesù Cristo perdona, purifica con il suo sangue dalla croce e da la vita nuova. Interessante che alcuni ragazzi si confessano e sentono questa pace caratteristica, che è solo dopo il sacramento, ma non continuano questo cammino, solo una o due volte all'anno.

I giovani nel nord di Madagascar si trovano bene nella chiesa che è viva. Se parlano della preghiera, indicano subito la chiesa, come luogo. Nella cultura malgascia tradizionale si crede in Dio Zanahary (Creatore) e si venerano gli antenati. E il culto si fa vicino nei luoghi “sacri” (sacre pietre, sacri alberi).


La domanda sul Gesù e la Torah, sulla sua obbedienza alla legge, susciterebbe la discussione nel contesto israeliano di don Tomasz H. Essere obbediente, seguire i valori è difficile, come si è detto, la domanda potrebbe iniziare la discussione nel gruppo dei giovani dell'oratorio di Bemaneviky.

Il modo interessante di rispondere ai problemi dei giovani, per esempio: che cosa pensare sulla Chiesa, sulla preghiera, troviamo sul blog di padre Pawlukiewicz, famoso cappellano universitario polacco di Varsavia.

Dopo, la discussione si è concertata sulle altre proposte spirituale e pastorale conosciute, per esempio sul www.pray-as-you-go.org, www.radioem.pl (la radio di Katowice 107,6 fm).


Segretario: Tomasz Łukaszuk
Foto: Bemaneviky (Madagascar), di Tomasz Łukaszuk; Condivisione 1 dicembre 2010, di Joe