Showing posts with label polonia. Show all posts
Showing posts with label polonia. Show all posts

25 November 2010

Conoscere la realtà dei giovani

SPIRITUALITÀ COME CAMMINO DI FEDE INTEGRATA: APPROCCIO GENETICO PSICOLOGICO
24 novembre 2010

Łukasz Buczek, Łukasz Nawrat
Tomasz Łukaszuk, Tomasz Hawrylewicz


Condivisione è stata fatta in riguardo dei giovani in Polonia e Madagascar
  1. La nostra condivisione abbiamo cominciato con lo sguardo verso i giovani della Polonia e loro fede. Di solito se chiediamo loro “chi è per te Gesù Cristo?”, loro rimangono in imbarazzo. I giovani stano cominciando fare un cammino della fede oppure già vivono la crisi. Quasi tutti eravamo d'accordi, che questa crisi aiuterà personalizzare e purificare la relazione tra giovani e Dio. 
  2. Tomek Ł. ci ha raccontato quale è il cammino della fede dei giovani in Madagascar. Di solito loro non hanno la scuola del catechismo, non hanno i libri, allora questo che possono conoscere su Gesù Cristo viene dal insegnamento dei missionari. Forse per questa qualche volta manca il tempo, per ascoltare che cosa hanno da dire. 
  3. In seguito condividevamo la crisi della fede dei giovani e come si può accompagnarli. Se i giovani rifiutano la presenza del prete, questo accompagnamento non è tanto fruttuoso. Per stare con loro bisogna seguire che cosa vivono e quali sono loro problemi. 
  4. In Polonia dopo la riforma della scuola, situazione dei giovani nel periodo dell'adolescenza si è peggiorata. Dopo sei anni della scuola elementare, il "gimnazjum" non aiuta a maturare loro identità, non aiuta fare il cammino della fede e essere acetati dalla società. 
  5. Abbiamo parlato come è importante parlare con i giovani sui sentimenti. Per noi è stata molto interessante ascoltare la domanda di Łukasz, rivolta ai giovani “che cosa tu senti quando stai pregando?” 
  6. In seguito nella nostra condivisione abbiamo accentuato, come è importante entrare nei ambienti dove sono i giovani e come importante è usare i loro mezzi della comunicazione. Prima bastava stare davanti uscita della scuola o piazza, oggi invece i giovani si può incontrare e ascoltare nella “realtà virtuale”. 


∞ Tomasz Hawrylewicz
Foto: Ragazzi di Dąbrowa Górnicza, di Tomasz Hawrylewicz

11 November 2010

Mostrare la figura di Gesù

Giovani e religiosità nel contesto socio – culturale europeo.
10 novembre 2010

Gruppo della lingua polacca
Łukasz Buczek, Łukasz Nawrat
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Łukaszuk


In seguito alla condivisione delle domande redatte dopo la lettura personale del terzo capitolo ci siamo fermati nella nostra discussione sull’argomento di sensibilità religiosa dei giovani ponendo l’accento sul loro bisogno di convivenza e loro bisogno di stare con gli altri giovani in un gruppo. L’abbiamo notato in base alle nostre diverse esperienze (il lavoro con i ragazzi in Polonia, in Madagascar e in Irlanda) che i ragazzi hanno voglia di fare l’esperienza del gruppo con gli altri ragazzi. Sono attivi nel campo dei gruppi di Caritas ma vogliono vedere i risultati del volontariato che svolgono, i risultati immediati delle loro azioni e opere buone, non gli piace partecipare in un lungo progetto di carità.


Il desiderio di far parte di un gruppo dei ragazzi coetanei, abbiamo colto come una opportunità per i formatori, e per gli animatori che si impegnano a lavorare con i ragazzi. L’abbiamo parlato del modello di gruppo dall’esperienza polacca nel pastorale, di come animare e formare un gruppo dei ragazzi per rispondere alle loro aspettative di stare insieme, di sentirsi sicuri, di cercare insieme la felicità e di esprimerla attraverso la gioia e la festa.

In conclusione abbiamo rilevato importanza del ruolo di un leader in questi gruppi (un sacerdote, un animatore) il quale si impegna di guidare un gruppo con il carisma specifico e con un obbiettivo principale che è quello di mostrare ai ragazzi la figura di Gesù come punto centrale della vita spirituale cristiana (porre il maggior accento sulla persona di Gesù e solo dopo sulla dottrina e sul dogma). L’importante è dare a loro una opportunità di fare l’esperienza viva di Gesù, che vuole stare in mezzo a loro in gruppo il quale gli porta alla sicurezza (quale cercano), e alla felicità. Farne l’esperienza è più efficace di quanto parlarne.


Segretario: Łukasz Buczek
Foto: Lubogoszcz, 22-7-2010, di Łukasz Nawrat; Gruppo di condivisione, 10 novembre 2010, di Joe Boenzi

03 November 2010

Necessità della testimonianza nella catechesi

Discussione sul secondo capitolo: La spiritualità nel contesto della religione cristiana.


Gruppo della lingua polacca
Łukasz Buczek, Łukasz Nawrat
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Łukaszuk



Prima di tutto abbiamo rifletto sui luoghi di spiritualità, che possono essere nelle comunità ecclesiali, ma anche fuori dell'istituzione ecclesiale. L'importante è di cercare la verità e lasciarci immergere nell'esperienza dell'Altro (esempio di S. Weil) o di scoprire l'interiorità e cercare la coerenza con se stesso ( esempio di E. Hillesum). Questa ricerca giunta alla persona di Gesù Cristo può diventare l'esperienza cristiana.

Dopo, abbiamo visto che la spiritualità e il suo concetto è in evoluzione. Si può parlare di spiritualità senza Dio. Anche l'immagine di Dio stesso cambia. I giovani non avendo la famiglia in difficoltà o irregolare, non vedono più Dio come “buon padre”, ma per esempio come “signore dell'universo”.

Tutti hanno bisogno di catechesi i genitori/adulti e i giovani. Gli adulti hanno bisogno d'essere motivati a scoprire o approfondire la fede. In conseguenza potranno trasmettere la fede viva ai giovani. Nei nostri interventi come operatori pastorali, possiamo utilizzare tanti mezzi per presentare ai giovani l'immagine di Dio, di Chiesa, della fede (esempio del canale americano EWTN e di “Ziarno” in televisione polacca che propongono i programmi educativo-catechistici per i bambini e i giovani).

I catechisti sono tentati di seguire il programma scolastico, ma non trasmettere la fede (il problema dei manuali per la catechesi nelle scuole polacche). Troppo veloce passiamo alla dogma nella catechesi. Non si usa tutti i mezzi disponibili per cambiare la percezione della fede, della spiritualità: le testimonianze (per es. gruppo musicale polacco “Radykalni”), i film (per es. “The book of Eli” con Denzel Washington), la musica e altre proposte di ravvivare la catechesi.

Jeśli macie jakieś sugestie lub coś do dodania to proszę napisać pod spodem.

Segretario: Tomasz Łukaszuk
Foto: Destinazione impegno, di Darek (2007)

13 October 2010

I nostri giovani (Polonia)

GRUPPO DI LINGUA POLACCA
Tomasz Hawrylewicz, Łukasz Nawrat, Tomasz Łukaszuk

La condivisione è stata fatta in riguardo dei giovani in Polonia.

1. Giovani - ma di quale contesto? (contesto sociale, contesto educativo, contesto economico, contesto religioso, contesto etnico...)

Al inizio della nostra condivisione siamo resi conto che ognuno di noi ha fatto un’esperienza diversa lavorando o vivendo con i giovani della Polonia. È così perché ognuno di noi viene da un posto diverso e di una regione distinta in Polonia. Ci sono le zone del nostro paese con la tradizione più o meno forte, con diversi problemi economici e diversi pericoli educativi. In generale "i nostri giovani" o provengono dalle famiglie ricce o povere, dalle case con i problemi di lavoro oppure no. Se i genitori non lavorano, succede che è presente nella questa famiglia in maniera tropo forte l'alcool, quale crea i problemi sociali. Il contesto dei giovani di oggi anche dipende dalle scuole. Alcune di essi non prendono sul serio la cura del loro futuro. Si può osservare, che i giovani seguono l'esempio dei genitori nella prassi della fede. Tanti di loro hanno parere di "credere ma non praticare" come genitori stessi. Non ci sono problemi etnici.

2. La famiglia: quali modelli di famiglia sono tipici fra i giovani che conosciamo?

Spesso si può osservare che i genitori non hanno il tempo per suoi figli. Tante volte lavorano e non seguono che cosa succede nella vita quotidiana dei suoi figli, oppure sono presenti in modo fisico senza una relazione affetiva. Succede che affidano i propri bambini alla cura dei nonni. è interessante che si puo osservare povere famiglie quale sono molto felici e famiglie ricce quale vivono quotidiano nella tristezza e ricerca del denaro.


3. La preghiera: quali sono le condizioni che favoriscono la partecipazione? 

Se possiamo dire che giovani pregano, pensiamo che favoriscono sopra di tutto una preghiera nel gruppo adeguato alla loro età. Vogliono vedere e ascoltare l’esperienza della preghiera dei altri. Si interessano come pregare non in teoria ma facendo i prassi con gli altri. Vogliono partecipare la preghiera se è ben preparata. Favoriscono durante la preghiera la partecipazione di qualche gruppo che suona “buona” musica. Polonia si nota il fenomeno della preghiera collegata con movimenti giovanili come Teaze.

4. La partecipazione nelle attività di solidarietà - facile? o difficile? (qui si può parlare anche di movimenti, programmi, ecc.). 

È interessante che i giovani in Polonia partecipano nelle attività di solidarietà molto volentieri. Devono soltanto vedere lo scopo di questa attività in modo molto chiaro. Sono pronti di sacrificare il suo tempo libero, aiutando per gli altri. Di solito sono già programmi di volontariato ben conosciuti e accettai per il mondo giovanile. Si vede che giovani sono assisti in questa dimensione dallo stato – scuole, e la chiesa - parrocchie e movimenti giovanili. Si nota anche che ci sono i programmi quali preparano per il servizio più esigente come “volontariato missionario”.

5. La vocazione: quanto è vitale la questione vocazionale, la ricerca del senso nella vita, il discernimento - ma concretamente nella mentalità dei nostri giovani?

Purtroppo in genere abbiamo notato, che gli giovani vivono la vita senza ricerca della sua propria vocazione. Per loro sembra più importante “adesso” che “il futuro”, “avere” che “essere”. Vogliono sperimentare cose divertenti, piuttosto che impegnative. Si nota anche che vivono qualche volta una vita “virtuale” – in realtà di internet e giochi virtuali.

06 December 2008

Secolarizzazione e soggettivizzazione dei giovani Polacchi

I Giovani e la Religiosità nel Contesto Socio-culturale Europeo

Gruppo Polacco
Justyn Krzysztof Malek
Slawomir Stanislaw Bartodiziej
Sodalis Joanna Maria Kozub (excused)
Dariusz Marek Szyszka

Possiamo dire che dopo anni di persecuzione, di censura, di controllo sono arrivati tempi di libertà e apertura. L’ingresso nell’unione Europea ha permesso a tanti giovani di circolare liberamene in Europa, di aprir gli orizzonti mentali, di conoscere i loro coetanei. In Polonia sono ancora numerosissimi i giovani che manifestano una profonda fede in Dio. La religione, la partecipazione attiva alla vita della Chiesa, e la pratica sacramentale sono dichiarata dalla maggior parte dei giovani. Esiste ancora il forte desiderio di fare esperienza di Dio, c’o dimostra numerosa partecipazione dei giovani agli esercizi spirituali, agli Incontri Europei dei Giovani o alle Giornate Mondiali della Gioventù. Non manca ancor le vocazioni, anche se pian piano si nota già alcuni segnali inquietanti sul questo campo.

Questo che la situazione attuale e abbastanza tranquilla, e risultato dei diversi dati, ma soprattutto di grande impegno da parte degli educatori, dei genitori e dei pastori della Chiesa. Dall’altra parte i cambiamenti epocali in Polonia hanno reso il tempo attuale molto impegnativo. E anche se ai giovani Polacchi non mancano ancora gli ideali e le autorità si nota pure, che la fede sempre meno sembra essere necessaria per la loro vita. Quindi nonostante tutti questi dati positivi, qualcosa ormai è cambiato abbastanza per dire che la secolarizzazione, la soggettivizzazione della fede si è diventato un fatto che inquieta educatori e pastori della Chiesa.

Quindi l’attuale, per i giovani Polacchi è un tempo anche molto problematico. I cambiamenti molto rapidi, le difficoltà economiche, l’indice alto di disoccupazione, l’emigrazione per i motivi di lavoro incidono sulla forma di vita molti giovani e delle loro famiglie. L’altro problema stabilisce la globalizzazione che ha toccato signifficamente la cultura polacca e il modo di fare e di pensare dei tanti giovani. In oltre si nota la tendenza verso il relativismo morale, l’individualismo e l’incapacità di collaborazione e in fine il disorientamento che crea la sensazione dell’assoluta libertà, che tuttavia crea nelle loro anime vero deserto e problemi con identificazione. Questo conclude poi che loro si sentono un “generazione senza generazione”, c’e senza base morale e umano che gli spinge verso nuovi problemi che oggi sembrano il più rilevanti: le sette, la tossicodipendenza, l’immaturità affettiva e sessuale, il suicidio, l’alcolismo.

Riassumendo per quanto riguarda il capitolo terzo: GIOVANI E RELIGIOSITA NEL CONTESTO SOCIO-CULTUTALE EUROPEO (POLONIA), nelle nostre domande rivolte sia ai genitori, (adulti) che i giovani abbiamo puntato la nostra attenzione sulla formazione dei giovani sul campo psicologico e della fede. In entrambi campi della loro vita si nota ancora tante mancanze e smarrimenti che conclude con mancanza di resistenza diffronte nuove difficoltà e non raro sofferenza che devono affrontare per edificare la loro futuro felice.

∞ Justyn Krzysztof Malek