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21 January 2011

Images of the Group Discussion

Ecco alcune foto dell’ultima condivisione fatta in gruppi per la verifica del corso TA2160 oggi, 21 gennaio.

Here are some candid shots of the last meeting of our class TA2160, which took place this morning. The discussion centered on the learnings of the semester in terms of content and process.


Gruppo India/Sri Lanka - di Lingua Inglese: English-speaking group from India/Sri Lanka includes, in the back, Srimal Gajasinhage Silva; in the circle, left to right: Lijo Vadakken, Patrick Alexander, Varghese Pallipuram and Augustine Toppo.


Gruppo Polacco: Polish Group, which includes men who have worked only in Poland and others who have done missionary work in Madagascar and Western Europe. Here the group works on a poster for their presentation to the whole class. Clockwise from top: Lukaz Buczek, Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Lukaszuk, Lukaz Nawrat (for obvious reasons this is also called the group of the two Thomases and the two Lukes).


Gruppo Hispano-Portoghese: The Spanish/Portuguese-Speaking Group, including men from Portugal and Latin America. The group included (starting at 7 o'clock on the bottom with keyboard) Juan Carlos Villarreal Riano, (and moving clockwise) Aurelio Aparecido Miranda, Marialdo de Assis da Cruz, Francisco Manuel Costa, José Isidro Tarazona Duarte.

Here is another look at Gruppo Hispano-Portoghese as they prepare their presentation for the class. Yes, the fleece says Miami, but nobody in the group is from Miami. It is just a very cool shirt, right, Juan Carlos? 

Gruppo Asiatico-Ungherese: The Asian-Hungarian group began immediately to put their ideas on paper. All members of the group were present for the evaluation class (from left to right): Gabor Hartai (from Hungary), Petrus Dori (Indonesia), Petra Jinok Lee and Marco Jin-Won Choi (South Korea).


Gruppo Africa/Asia/MedioOriente: The African Mid-East & Asian Group alternated between English and Italian during their group sharing, each one producing a page of reflections for the session. Of course, this group has been very “hands-on” in all their work this semester!

 Members of the African Mid-East & Asian Group included: Joe Baru Uri, Joseph Kachelewa, Hedwing Musanga Ataku, Hani Polus Yono Al-Jameel, and Sabitha Stephen.


A common thread in all the discussions of this group this semester has been the religiosity of the culture and new awareness among the young of a materialistic, success-oriented, individualized value-system that is picked up through the media. Even though the group comes from a vast expanse across Asia and Africa, the realities of the young vis-a-vis a more religious, traditional elder generation seem to be rather similar in the Middle East, Kenya, Zambia, and southern India.


Gruppo Latinoamericano: Durante la discusión en la clase de hoy, el grupo de habla española examinó ciertas cuestiones de los jóvenes en un mundo que está cambiando.

Este grupo latinoamericano incluye a las siguientes personas: Maias Javier Bentos, César Florentino Quinde Calderón, César Omar Oberto Nava, Ana Delia Magallanes Toribio.


Gruppo di Lingua Italiana: The Italian-Speaking Group has always been international, including members from Italy, Romania, the Ukraine and Vietnam. It has been the largest group and the only one to include married persons. Another variant from other groups is that the members of this group included Eastern-rite Catholics and was the only group in the class to include native Italian speakers. Furthermore, all the non-Italians in the group came to Italy at a young age so that they all have greater facility with the language than do other members of the class.


Facility of expression has been balanced with the issues that face these members more than the others of secularization in a post-modern, post-Communist, post-Christian world. Yet the group has remained undaunted. They have wrestled with every question intensely and enthusiastically.


The group includes Bogdan Baies, Emanuele Balestra (picture above putting the discussion on butcher paper), Luigi Bertiè, Liubomyr Gladiuk, Alessio Massimi, Rita Mazzieri, Pietro Tran-Anh-Tu.

This is the first account of the group work today. In a future blog we will look at the content of the group discussion and evaluation of the course content.

16 November 2010

La religiosità o la Fede?

Giovani e Religiosità nel Contesto Socio-Culturale Europeo
10 novembre 2010

Gruppo Asia/Europa:
JINOK (PETRA) LEE, JIN WON (MARCO) CHOI
GABOR HARTAI, PETRUS DORI


★Per i GIOVANI
Come ricuperare la mia identità perduta: sia identità culturale, religiosa che personale? (Si coinvolgono i diversi ambiti: sociale, educativo e famigliare.)
Perché ho bisogno della religione? (oppure come mai credere?)
Che serve andare in chiesa e frequentare gli altri sacramenti?
Quali sono le nuove proposte ed alternative che mi offrono gli adulti? (Quale novità? Quale proposta?)


★Per i GENITORI
Come educarmi alla religiosità?
Come posso educare la fede ai giovani?
Come trasmettere con molta convinzione la mia fede ai figli/ai giovani di oggi?
Quale strada da prendere, quali sono i valori da educare nella gioventù?

Segretaria: Petra
Foto: Joe

11 November 2010

Mostrare la figura di Gesù

Giovani e religiosità nel contesto socio – culturale europeo.
10 novembre 2010

Gruppo della lingua polacca
Łukasz Buczek, Łukasz Nawrat
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Łukaszuk


In seguito alla condivisione delle domande redatte dopo la lettura personale del terzo capitolo ci siamo fermati nella nostra discussione sull’argomento di sensibilità religiosa dei giovani ponendo l’accento sul loro bisogno di convivenza e loro bisogno di stare con gli altri giovani in un gruppo. L’abbiamo notato in base alle nostre diverse esperienze (il lavoro con i ragazzi in Polonia, in Madagascar e in Irlanda) che i ragazzi hanno voglia di fare l’esperienza del gruppo con gli altri ragazzi. Sono attivi nel campo dei gruppi di Caritas ma vogliono vedere i risultati del volontariato che svolgono, i risultati immediati delle loro azioni e opere buone, non gli piace partecipare in un lungo progetto di carità.


Il desiderio di far parte di un gruppo dei ragazzi coetanei, abbiamo colto come una opportunità per i formatori, e per gli animatori che si impegnano a lavorare con i ragazzi. L’abbiamo parlato del modello di gruppo dall’esperienza polacca nel pastorale, di come animare e formare un gruppo dei ragazzi per rispondere alle loro aspettative di stare insieme, di sentirsi sicuri, di cercare insieme la felicità e di esprimerla attraverso la gioia e la festa.

In conclusione abbiamo rilevato importanza del ruolo di un leader in questi gruppi (un sacerdote, un animatore) il quale si impegna di guidare un gruppo con il carisma specifico e con un obbiettivo principale che è quello di mostrare ai ragazzi la figura di Gesù come punto centrale della vita spirituale cristiana (porre il maggior accento sulla persona di Gesù e solo dopo sulla dottrina e sul dogma). L’importante è dare a loro una opportunità di fare l’esperienza viva di Gesù, che vuole stare in mezzo a loro in gruppo il quale gli porta alla sicurezza (quale cercano), e alla felicità. Farne l’esperienza è più efficace di quanto parlarne.


Segretario: Łukasz Buczek
Foto: Lubogoszcz, 22-7-2010, di Łukasz Nawrat; Gruppo di condivisione, 10 novembre 2010, di Joe Boenzi

09 November 2010

Conoscere e coltivare il silenzio

Spiritualità in contesto cristiano
3 novembre 2010

Gruppo Asiatico-Ungherese:
JINOK (PETRA) LEE, JIN WON (MARCO) CHOI
GABOR HARTAI, PETRUS DORI


★Per i GIOVANI

  1. Il silenzio mi serve nella mia vita? 
  2. Dove e come posso trovare o creare il clima di silenzio?  
  3. Come coltivare questo bisogno finché diventi la mia proprietà?
  4. Come suscitare o risvegliare questo bisogno nella mia vita?

★Per i GENITORI

  1. Perché noi (i genitori) dobbiamo conoscere questo silenzioso?
  2. Come possiamo educare (accompagnare) i nostri figli?
  3. Come far presente la famiglia come una chiesa domestica? 
  4. Come collegare e far unire la cultura di pop e il silenzio come due realtà ben connesse nei nostri figli?


Segretaria: Petra Jinok Lee
Foto: Clover by the Sea, 2007 (Joe Boenzi)

05 November 2010

Azione Cattolica e la catechesi che parte dal vissuto

Spiritualità in contesto cristiano

Gruppo Italia-Europa Est
Emanuele Balestra, Liubomyr Gladiuk, Luigi Bertiè 
Bogdan Ioan Baies, Rita Mazzieri, Tran-Anh-Tu


Ci siamo chiesti come è possibile traghettare ad una domanda esplicita della spiritualità cristiana?

L'esperienza d'insegnamento di qualcuno ci faceva notare che c'è un forte rifiuto nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche da parte dei giovani (come lo conferma indagine IARD del 2010). C'è, invece, una certa apertura da parte dei giovani verso il sociale ed anche essa deve essere sfruttata come un possibile aggancio, senza pretesa, però di arrivare alle grandi cose.

Si è convinti che il confronto con la sofferenza e la testimonianza di una vita cristiana vissuta con coerenza possa essere una grande spinta nella scoperta di Dio.

Nel discorso sulla spiritualità cristiana ci pareva più importante partire non dal vero al significativo, ma dal significativo al vero.

Ci siamo soffermati a parlare della catechesi.

Abbiamo constatato che gran parte della catechesi odierna è razionale e poco legata all'esperienza.
Azione Cattolica, invece, propone una catechesi più esperienziale e per questo motivo i bambini che vi partecipano hanno tempi più lunghi nell'imparare i contenuti rispetto a quelli che partecipano al catechismo: ad esempio il Simbolo Apostolico e altre preghiere.

Si notava che esperienza di Azione Cattolica fatta dai giovani li motiva a prendere con serietà la loro vita e sono desiderosi di diventare protagonisti nella società e nella Chiesa.

La persona dell'educatore.

Un educatore dev'essere sempre una persona formata, deve avere alle spalle un serio cammino di fede.

É necessario perciò dedicare il tempo per autoformazione e per la formazione degli animatori.

Segretario: Liubomyr Gladiuk
Fotografia: Maria Teresa Gonzales, Estate 2008

04 November 2010

Per vivere l'incontro con Gesù

CONDIVISIONE - «Le domande del 2º capitolo »
3 novembre 2010

Studenti del gruppo di lavoro:
Aurelio Miranda. Brasile
Francisco Costa. Brasile
José Isidro. Colombia
Ana Magallanes. Mexico
Marialdo De Assis da Cruz. Brasile
Cesar Quinde. Ecuador
Juan Carlos Villarreal R. Colombia


La prima domanda che condividiamo è sulla necessità che c'è ne amiamo d'autenticità  dei nostri valori etici e di carità in rapporto con l'esperienza della spiritualità cristiana odierna

  • Da una parte troviamo che i giovani non sono colpevole delle problematiche che la società sviluppa. E molto importante potere offrire  ai giovani modelli credibile, e anche possibile di raggiungere nella vita quotidiana.

Davanti alla la realtà che troviamo  descritta nel capitolo, possiamo parlare dell'esistenza di un vero contesto cristiano, dove i ragazzi possano sviluppare la sua spiritualità e le sue scelte di fede? Più specificamente siamo riusciti ad offrire una parrocchia con una contesto cristiano?

  • La mediazione privilegiata dove il cristiano trova radice alla sua fede è la comunità, ma questa non può rimanere nell'aria. Si deve incarnare in una esperienza di comunità cristiana dove i valori etici, la solidarietà, l'aiuto e il rispetto permettano di offrire coerentemente uno spazio di fede più vivo, meno collegato al bigottismo religioso, che se chiude su una fede lontana dalla vita e molto noiosa  per i giovani.

La spiritualità è un modo di essere e agire, come una unità indissolubile, ma i cristiani cattolici perché ci siamo lontani ancora?

  • Noi siamo cristiani per vivere e avere un senso di vita dalla fede e non soltanto bigotteria, dove si riflessa la devozione attraverso atti all'interno della Chiesa istituzionale. 
  • Sembra che il benessere specialmente nei primi mondi, faccia  crescere una separazione tra la vita e la fede. Indebolendo la  lunga tradizione cristiana, che fa presente a Gesù nel mondo odierno.

Come trovare un cammino dove i giovani riescano a scoprire la propria interiorità ma la stessa volta vivere l'incontro con Gesù? Quali principi dovranno di stare alla base di una educazione cristiana capace di rispondere ai bisogni dei giovani d'interiorità e autonomia, ma allo stesso tempo in ricerca di trascendenza? Quale dimensione della fede della persona curare di più?

  • Il gruppo ha fatto un dibattito con diverse opinione tra questi:
  • La Chiesa in America Latina attraverso della ricerca di fare la scelta per i poveri  ha permesso di portare nella vita quotidiana, il senso di una spiritualità orizzontale di scegliere la vita in comunità. Di accompagnare a quelli che la società esclude.
  • Dall'altra parte abbiamo visto che una teologia della liberazione estremizzata ha portato alla distruzione di segni, riti e abitudine del popolo senza trovare espressione nuove di fede popolare.

Giustamente troviamo che la liberazione, nasce nella misura che permette  alla fede avere radice, e portare senso alla vita. L'estremismo ha fatto male al non permettere vivere una spiritualità ancorata nella fede.

Segretario: Juan Carlos Villarreal
Fotografia: Messico, marzo 2010, ANS

03 November 2010

Necessità della testimonianza nella catechesi

Discussione sul secondo capitolo: La spiritualità nel contesto della religione cristiana.


Gruppo della lingua polacca
Łukasz Buczek, Łukasz Nawrat
Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Łukaszuk



Prima di tutto abbiamo rifletto sui luoghi di spiritualità, che possono essere nelle comunità ecclesiali, ma anche fuori dell'istituzione ecclesiale. L'importante è di cercare la verità e lasciarci immergere nell'esperienza dell'Altro (esempio di S. Weil) o di scoprire l'interiorità e cercare la coerenza con se stesso ( esempio di E. Hillesum). Questa ricerca giunta alla persona di Gesù Cristo può diventare l'esperienza cristiana.

Dopo, abbiamo visto che la spiritualità e il suo concetto è in evoluzione. Si può parlare di spiritualità senza Dio. Anche l'immagine di Dio stesso cambia. I giovani non avendo la famiglia in difficoltà o irregolare, non vedono più Dio come “buon padre”, ma per esempio come “signore dell'universo”.

Tutti hanno bisogno di catechesi i genitori/adulti e i giovani. Gli adulti hanno bisogno d'essere motivati a scoprire o approfondire la fede. In conseguenza potranno trasmettere la fede viva ai giovani. Nei nostri interventi come operatori pastorali, possiamo utilizzare tanti mezzi per presentare ai giovani l'immagine di Dio, di Chiesa, della fede (esempio del canale americano EWTN e di “Ziarno” in televisione polacca che propongono i programmi educativo-catechistici per i bambini e i giovani).

I catechisti sono tentati di seguire il programma scolastico, ma non trasmettere la fede (il problema dei manuali per la catechesi nelle scuole polacche). Troppo veloce passiamo alla dogma nella catechesi. Non si usa tutti i mezzi disponibili per cambiare la percezione della fede, della spiritualità: le testimonianze (per es. gruppo musicale polacco “Radykalni”), i film (per es. “The book of Eli” con Denzel Washington), la musica e altre proposte di ravvivare la catechesi.

Jeśli macie jakieś sugestie lub coś do dodania to proszę napisać pod spodem.

Segretario: Tomasz Łukaszuk
Foto: Destinazione impegno, di Darek (2007)

29 October 2010

Mondo giovanile oggi

Il Mondo Giovanile e la Spiritualità nel Contesto di Oggi

Suor Fausta Palamaité, Lituania
Don Juan Carlos, Salesiano, Colombia 
Don José Isidro, Salesiano, Colombia
Padre Aurélio Miranda, Missionario Passionista, Brasile
Don Marialdo de Assis da Cruz, Don Orione, Brasile
Padre Francisco Costa, Dehoniano, Portogallo


1. Tutti i membri del gruppo hanno condiviso le proprie domande e le motivazioni che sono state presenti nella formulazione. Un piccolo riassunto:

a) Tutti ci accorgiamo che:

  • Le attese dei giovani sono cambiate. È una realtà “liquida”.
  • L’idealismo proprio di quest’étà molte volte finisce in una sorta d’azione nata da un ragionamento puramente orizzontale. Proprio qui sta la responsabilità della Chiesa e degli operatori di pastorale e di catechetica.
  • È importante dare spazio a esperienze valide e qualificate.
  • I giovani hanno bisogno di sentirsi accolti e protagonisti. Vogliono essere coinvolti nell’azione.
  • Oggi, i giovani guardano la spiritualità in rapporto con il sociale, non tanto con la politica.

b) Le domande hanno considerato:

  • La ricerca di senso e di appartenenza della parte dei giovani
  • Lo fascino dell’esperienze nuove
  • L’esperienza di gruppo come luogo dei rapporti necessari per una maturazione umana integrale

2. La grande sfida di una pastorale giovanile non è soltanto di fare grandi esperienze (Taizè, GMG…) ma essere capace di piccole esperienze personale, quotidiane che siano riflesso delle grandi esperienze.

Segretario: P. Francisco Costa
Foto: Porto Alegre 9-10-2009, ANS

27 October 2010

Mondo Giovanile… Esemplificazioni

IL MONDO GIOVANILE, LA CULTURA E LA FEDE

Gruppo di lingua italiana
Alessio Massimi, Liubomir Gladiuk, Luigi Bertiè
Tran Anh Tu, Rita Mazzieri, Bogdan Baies

Domanda  1. L'esperienza di preghiera

Qui io riporterei la domanda che ci ha stimolato a discutere, forse era quella sulla preghiera formulata da Alessio o quella di Luigi? Chiedete a loro di inserirle. Io, comunque vi allego anche le mie domande.

Nella discussione sulla prima domanda si è accentuato di più il “fenomeno” Taizé. Si è visto come questa esperienza abbia come base la riconciliazione della persona con Dio, ma viene caratterizzata anche da una vita di preghiera che sebbene abbastanza limitata come tempi, è molto intensa. Tutto da questo punto di vista si gioca sulla propria responsabilità. Chi vuole riesce a fare un'esperienza davvero forte di preghiera.  Una esperienza forte anche dal punto di vista della condivisione delle esperienze individuali, ma come dicevamo prima, tutto sotto l'ombra della responsabilità  personale.

Siamo arrivati alla conclusione che queste esperienze così forti, come quella di Taizé, le GMG, Santiago o altre, devono essere accompagnate da parte dei formatori da una cammino anteriore e uno posteriore all'esperienza, perché se non è cosi si rischia che venga catalogata dal giovane come una bella esperienza ma una volta finita viene messa da parte, tra i bei ricordi. Invece pensiamo che queste esperienze devono segnare la vita dei nostri ragazzi e che li devono accompagnare nella vita quotidiana. Questo tipo di esperienze  devono avere un accompagnamento che si deve sviluppare, secondo noi su due livelli: uno di gruppo e uno personale.


Domanda 2. La musica e i giovani

Quale musica ti piace ascoltare? Quali i tuoi cantanti preferiti? Cosa apprezzi dei loro testi, della musica proposta? C'è qualche messaggio che ti suggeriscono e ritieni importante per la tua vita?

Un punto sul quale dovremmo riflettere come educatori, genitori o accompagnatori dei giovani è la musica che loro ascoltano. Abbiamo visto insieme che tante volte i giovani non danno troppa importanza al testo delle canzoni, tanto meno al messaggio che esse trasmettono. Quello che attira l'attenzione  e il gusto dei giovani è la musica, il ritmo e magari un bel ritornello. Sono troppo pochi quelli che pensano al testo di una canzone. Non entra nei loro interessi una cosa così.

Un punto problematico nei confronti della musica che i giovani ascoltano viene individuato nella poca conoscenza da parte degli adulti di quello che i giovani ascoltano.

Segretario: Bogdan Baies
Fotografia: ANS

15 October 2010

I nostri giovani oggi

I nostri giovani in contesto
13 ottobre 2010

Il gruppo di lavoro
Luigi Bertiè
Liubomyr Gladiuk
Emanuele Palestra
Marialdo De Assis Da Cruz
Gajasinhage Silva Priyanga Srimal

Siamo 5 persone e veniamo da 4 contesti diversi

Italia
Il mondo dei giovani oggi è contrassegnato spesso da instabilità, incertezza, provvisorietà, mancanza di progettualità. Sono molti i fattori sociali e culturali che mettono a dura prova i giovani: la difficoltà di trovare lavoro e la precarietà del posto di lavoro; la crisi di tanti valori che un tempo erano pacificamente condivisi; il relativismo e il soggettivismo che aumentano la loro insicurezza; una distanza crescente dalla parrocchia (Dopo la crescima e nell’arco del tempo buon numero abbandona la vita parocchiale).

In questa situazione è cresciuto nei giovani il bisogno di avere dei punti di riferimento stabili; essi lo cercano prima di tutto nella famiglia. Poi sentono forte il bisogno di amicizia: gli amici sono un punto fermo nella loro vita. Inoltre, sono desiderosi di fare scelte forti, anche se il più delle volte sono scostanti.

Brasile
Esistono forti contrasti, grande differenze economiche. I giovani hanno una vita organizzata tra studio e lavoro. Si nota una crescita economica, che non procede di pari passo con una crescita valoriale.

Buona parte delle persone sono cristiane. Però, possiamo constatare un fenomeno molto forte che è “l’avanzata degli evangelici”, cioè la rapida crescita delle chiese evangeliche. Ci sono 5 chiese più grandi e sono divisi fra di loro.

Sri Lanka
Moltissimi giovani emigrano in cerca di lavoro per migliorare il proprio livello economico.
Esisto problemi dovuti alle differenze culturali.

Ucraina
L’ovest del paese è molto cattolico e invece nell’est c’è una presenza relativa.


Ci siamo chiesti che cosa fare?

  • Formare gli operatori pastorali, i quali devono essere persone con una intensa esperienza credente.
  • Passare da una iniziazione infantile a un ripensamento della pastorale che privilegi giovani e adulti.
  • Passare da una pastorale centrata sui sacramenti a una centrata sulla crescita della fede.
  • Le comunità cristiane devovo fare proposte alternative: un Gesù Cristo che provoca, la novità del Vangelo.
  • Favorire gli incontri personalizzati, che sappiano creare rapporti personali significativi basati su ascolto, dialogo, affetto.
  • Valorizzare e mettere la persona al centro dell’esperienza.
  • Agevolare la diffusione dei luoghi d’incontro: creare ambienti e itinerari accessibili a tutti.
  • Mantenere i contatti con i luoghi frequentati dai giovani
  • Passare da una catechesi centrata sulla dottrina a una catechesi globale ed esperienziale.
  • Far fare esperienze forti e commisurate alla maturità di fede.
  • Dare rilevanza al linguaggio simbolico e alle esperieze sensoriali
  • Passare da una visione individualistica a una prospettiva ecclesiale, dove tutta la comunità è coinvolta.
  • Realizzare una pastorale che sia ancorata al territorio.
  • Costruire relazioni con ambienti educativi.
  • Agevolare accoglienza dei tanti ritardatari.
  • Passare dalla necessità alla progettualità.
  • Partire dal “primo annuncio” e non dalle nozioni.


Segretario: Luigi Bertiè
Foto di Joanna Martín Gutiérrez

13 October 2010

I nostri giovani in ricerca di senso

«I NOSTRI GIOVANI»



1. Il nostro gruppo di lavoro e condivisione è costituito da membri provenienti da diverse realtà ed esperienze con il mondo giovanile:

Srª Fausta Palamaité, Lituania
Pe Juan Carlos, Salesiano, Colombia
Pe José Isidro, Salesiano, Colombia
Pe Aurélio Miranda, Missionario Passionista, Brasile
Pe Francisco Costa, Dehoniano, Portogallo

Srª Fausta ha lavorato con giovani credenti della parrocchia i quali sono una minoranza nell’insieme dei giovani. Le condizioni storiche, sociali e economiche favoriscono una cultura dell’incertezza, eclettica e anche esoterica. La migrazione sta formando una nuova sociologia giovanile.

Pe Juan Carlos ha lavorato con giovani della scuola (13-17 anni), di classe media. Manifestano una fiducia nell’educazione religiosa cristiana cattolica, come preparazione accurata per il futuro.

Pe Josè Isidro ha lavorato con i giovani della diocesi, religiosi e praticanti, ma soggetti a condizioni economiche e sociale bassi, che favorisce la violenza e i vizi.

Pe Aurelio Miranda, ha lavorato con giovani adolescenti italiani (12-18 anni) e le caratterizza come praticanti, umana e moralmente fragili, non preparati per la vita, in cui i vizi sono presenti.

Pe Francisco Costa ha lavorato con giovani universitari e le caratterizza come giovani in busche di risposte, inquieti e che “vivono in superficie, ma non superficialmente”.


2. Il gruppo ha provato di dare una risposta non settoriale ma integrata, cioè, considerando la realtà dei giovani in generale in rapporto con la famiglia, la vocazione, la preghiera e la partecipazione nelle attività di solidarietà. Della condivisione è venuto fuori le seguenti considerazioni o costanti generali:

  1. Quando parliamo dei giovani dobbiamo fare attenzione alla situazione particolare in cui essi vivono per capire i movimenti e le sfide che si collocano nelle loro vita e capire le pastorali più adatte.
  2. I giovani di oggi vivono in una cultura della precarietà, dell’insicurezza, dell’incertezze dell’immediatezza, della privatezza, della soggettività e dei sentimenti. La cultura giovanile tende a farsi sempre più accentuatamente con un’adolescenza interminabile e giovinezza prolungata.
  3. Questi elementi sono una sfida alla coscienza religiosa: la famiglia non è più il luogo (nemmeno l’unico) dove si bevve i valori, la preghiera è frammentata e basata sull’emozione, la vocazione è intesa nel senso orizzontale (professione, lavoro, sopravvivenza) che verticale nel senso di sequela di Cristo.
  4. Hanno difficoltà di intraprendere degli impegni a lungo, scegliendo con energia attività pontuali di solidarietà.
  5. Sono giovani in ricerca di senso, di pilastri sicuri ma a volte incapaci di andare in profondità. 


Roma, 13 Ottobre 2010
Segretario: P. Francisco Costa
Foto: Coro dei giovani a Tijuana, 11 settembre 2010, di Joe Boenzi

I nostri giovani (Polonia)

GRUPPO DI LINGUA POLACCA
Tomasz Hawrylewicz, Łukasz Nawrat, Tomasz Łukaszuk

La condivisione è stata fatta in riguardo dei giovani in Polonia.

1. Giovani - ma di quale contesto? (contesto sociale, contesto educativo, contesto economico, contesto religioso, contesto etnico...)

Al inizio della nostra condivisione siamo resi conto che ognuno di noi ha fatto un’esperienza diversa lavorando o vivendo con i giovani della Polonia. È così perché ognuno di noi viene da un posto diverso e di una regione distinta in Polonia. Ci sono le zone del nostro paese con la tradizione più o meno forte, con diversi problemi economici e diversi pericoli educativi. In generale "i nostri giovani" o provengono dalle famiglie ricce o povere, dalle case con i problemi di lavoro oppure no. Se i genitori non lavorano, succede che è presente nella questa famiglia in maniera tropo forte l'alcool, quale crea i problemi sociali. Il contesto dei giovani di oggi anche dipende dalle scuole. Alcune di essi non prendono sul serio la cura del loro futuro. Si può osservare, che i giovani seguono l'esempio dei genitori nella prassi della fede. Tanti di loro hanno parere di "credere ma non praticare" come genitori stessi. Non ci sono problemi etnici.

2. La famiglia: quali modelli di famiglia sono tipici fra i giovani che conosciamo?

Spesso si può osservare che i genitori non hanno il tempo per suoi figli. Tante volte lavorano e non seguono che cosa succede nella vita quotidiana dei suoi figli, oppure sono presenti in modo fisico senza una relazione affetiva. Succede che affidano i propri bambini alla cura dei nonni. è interessante che si puo osservare povere famiglie quale sono molto felici e famiglie ricce quale vivono quotidiano nella tristezza e ricerca del denaro.


3. La preghiera: quali sono le condizioni che favoriscono la partecipazione? 

Se possiamo dire che giovani pregano, pensiamo che favoriscono sopra di tutto una preghiera nel gruppo adeguato alla loro età. Vogliono vedere e ascoltare l’esperienza della preghiera dei altri. Si interessano come pregare non in teoria ma facendo i prassi con gli altri. Vogliono partecipare la preghiera se è ben preparata. Favoriscono durante la preghiera la partecipazione di qualche gruppo che suona “buona” musica. Polonia si nota il fenomeno della preghiera collegata con movimenti giovanili come Teaze.

4. La partecipazione nelle attività di solidarietà - facile? o difficile? (qui si può parlare anche di movimenti, programmi, ecc.). 

È interessante che i giovani in Polonia partecipano nelle attività di solidarietà molto volentieri. Devono soltanto vedere lo scopo di questa attività in modo molto chiaro. Sono pronti di sacrificare il suo tempo libero, aiutando per gli altri. Di solito sono già programmi di volontariato ben conosciuti e accettai per il mondo giovanile. Si vede che giovani sono assisti in questa dimensione dallo stato – scuole, e la chiesa - parrocchie e movimenti giovanili. Si nota anche che ci sono i programmi quali preparano per il servizio più esigente come “volontariato missionario”.

5. La vocazione: quanto è vitale la questione vocazionale, la ricerca del senso nella vita, il discernimento - ma concretamente nella mentalità dei nostri giovani?

Purtroppo in genere abbiamo notato, che gli giovani vivono la vita senza ricerca della sua propria vocazione. Per loro sembra più importante “adesso” che “il futuro”, “avere” che “essere”. Vogliono sperimentare cose divertenti, piuttosto che impegnative. Si nota anche che vivono qualche volta una vita “virtuale” – in realtà di internet e giochi virtuali.