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21 January 2011

Images of the Group Discussion

Ecco alcune foto dell’ultima condivisione fatta in gruppi per la verifica del corso TA2160 oggi, 21 gennaio.

Here are some candid shots of the last meeting of our class TA2160, which took place this morning. The discussion centered on the learnings of the semester in terms of content and process.


Gruppo India/Sri Lanka - di Lingua Inglese: English-speaking group from India/Sri Lanka includes, in the back, Srimal Gajasinhage Silva; in the circle, left to right: Lijo Vadakken, Patrick Alexander, Varghese Pallipuram and Augustine Toppo.


Gruppo Polacco: Polish Group, which includes men who have worked only in Poland and others who have done missionary work in Madagascar and Western Europe. Here the group works on a poster for their presentation to the whole class. Clockwise from top: Lukaz Buczek, Tomasz Hawrylewicz, Tomasz Lukaszuk, Lukaz Nawrat (for obvious reasons this is also called the group of the two Thomases and the two Lukes).


Gruppo Hispano-Portoghese: The Spanish/Portuguese-Speaking Group, including men from Portugal and Latin America. The group included (starting at 7 o'clock on the bottom with keyboard) Juan Carlos Villarreal Riano, (and moving clockwise) Aurelio Aparecido Miranda, Marialdo de Assis da Cruz, Francisco Manuel Costa, José Isidro Tarazona Duarte.

Here is another look at Gruppo Hispano-Portoghese as they prepare their presentation for the class. Yes, the fleece says Miami, but nobody in the group is from Miami. It is just a very cool shirt, right, Juan Carlos? 

Gruppo Asiatico-Ungherese: The Asian-Hungarian group began immediately to put their ideas on paper. All members of the group were present for the evaluation class (from left to right): Gabor Hartai (from Hungary), Petrus Dori (Indonesia), Petra Jinok Lee and Marco Jin-Won Choi (South Korea).


Gruppo Africa/Asia/MedioOriente: The African Mid-East & Asian Group alternated between English and Italian during their group sharing, each one producing a page of reflections for the session. Of course, this group has been very “hands-on” in all their work this semester!

 Members of the African Mid-East & Asian Group included: Joe Baru Uri, Joseph Kachelewa, Hedwing Musanga Ataku, Hani Polus Yono Al-Jameel, and Sabitha Stephen.


A common thread in all the discussions of this group this semester has been the religiosity of the culture and new awareness among the young of a materialistic, success-oriented, individualized value-system that is picked up through the media. Even though the group comes from a vast expanse across Asia and Africa, the realities of the young vis-a-vis a more religious, traditional elder generation seem to be rather similar in the Middle East, Kenya, Zambia, and southern India.


Gruppo Latinoamericano: Durante la discusión en la clase de hoy, el grupo de habla española examinó ciertas cuestiones de los jóvenes en un mundo que está cambiando.

Este grupo latinoamericano incluye a las siguientes personas: Maias Javier Bentos, César Florentino Quinde Calderón, César Omar Oberto Nava, Ana Delia Magallanes Toribio.


Gruppo di Lingua Italiana: The Italian-Speaking Group has always been international, including members from Italy, Romania, the Ukraine and Vietnam. It has been the largest group and the only one to include married persons. Another variant from other groups is that the members of this group included Eastern-rite Catholics and was the only group in the class to include native Italian speakers. Furthermore, all the non-Italians in the group came to Italy at a young age so that they all have greater facility with the language than do other members of the class.


Facility of expression has been balanced with the issues that face these members more than the others of secularization in a post-modern, post-Communist, post-Christian world. Yet the group has remained undaunted. They have wrestled with every question intensely and enthusiastically.


The group includes Bogdan Baies, Emanuele Balestra (picture above putting the discussion on butcher paper), Luigi Bertiè, Liubomyr Gladiuk, Alessio Massimi, Rita Mazzieri, Pietro Tran-Anh-Tu.

This is the first account of the group work today. In a future blog we will look at the content of the group discussion and evaluation of the course content.

05 November 2010

Azione Cattolica e la catechesi che parte dal vissuto

Spiritualità in contesto cristiano

Gruppo Italia-Europa Est
Emanuele Balestra, Liubomyr Gladiuk, Luigi Bertiè 
Bogdan Ioan Baies, Rita Mazzieri, Tran-Anh-Tu


Ci siamo chiesti come è possibile traghettare ad una domanda esplicita della spiritualità cristiana?

L'esperienza d'insegnamento di qualcuno ci faceva notare che c'è un forte rifiuto nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche da parte dei giovani (come lo conferma indagine IARD del 2010). C'è, invece, una certa apertura da parte dei giovani verso il sociale ed anche essa deve essere sfruttata come un possibile aggancio, senza pretesa, però di arrivare alle grandi cose.

Si è convinti che il confronto con la sofferenza e la testimonianza di una vita cristiana vissuta con coerenza possa essere una grande spinta nella scoperta di Dio.

Nel discorso sulla spiritualità cristiana ci pareva più importante partire non dal vero al significativo, ma dal significativo al vero.

Ci siamo soffermati a parlare della catechesi.

Abbiamo constatato che gran parte della catechesi odierna è razionale e poco legata all'esperienza.
Azione Cattolica, invece, propone una catechesi più esperienziale e per questo motivo i bambini che vi partecipano hanno tempi più lunghi nell'imparare i contenuti rispetto a quelli che partecipano al catechismo: ad esempio il Simbolo Apostolico e altre preghiere.

Si notava che esperienza di Azione Cattolica fatta dai giovani li motiva a prendere con serietà la loro vita e sono desiderosi di diventare protagonisti nella società e nella Chiesa.

La persona dell'educatore.

Un educatore dev'essere sempre una persona formata, deve avere alle spalle un serio cammino di fede.

É necessario perciò dedicare il tempo per autoformazione e per la formazione degli animatori.

Segretario: Liubomyr Gladiuk
Fotografia: Maria Teresa Gonzales, Estate 2008

15 October 2010

I nostri giovani oggi

I nostri giovani in contesto
13 ottobre 2010

Il gruppo di lavoro
Luigi Bertiè
Liubomyr Gladiuk
Emanuele Palestra
Marialdo De Assis Da Cruz
Gajasinhage Silva Priyanga Srimal

Siamo 5 persone e veniamo da 4 contesti diversi

Italia
Il mondo dei giovani oggi è contrassegnato spesso da instabilità, incertezza, provvisorietà, mancanza di progettualità. Sono molti i fattori sociali e culturali che mettono a dura prova i giovani: la difficoltà di trovare lavoro e la precarietà del posto di lavoro; la crisi di tanti valori che un tempo erano pacificamente condivisi; il relativismo e il soggettivismo che aumentano la loro insicurezza; una distanza crescente dalla parrocchia (Dopo la crescima e nell’arco del tempo buon numero abbandona la vita parocchiale).

In questa situazione è cresciuto nei giovani il bisogno di avere dei punti di riferimento stabili; essi lo cercano prima di tutto nella famiglia. Poi sentono forte il bisogno di amicizia: gli amici sono un punto fermo nella loro vita. Inoltre, sono desiderosi di fare scelte forti, anche se il più delle volte sono scostanti.

Brasile
Esistono forti contrasti, grande differenze economiche. I giovani hanno una vita organizzata tra studio e lavoro. Si nota una crescita economica, che non procede di pari passo con una crescita valoriale.

Buona parte delle persone sono cristiane. Però, possiamo constatare un fenomeno molto forte che è “l’avanzata degli evangelici”, cioè la rapida crescita delle chiese evangeliche. Ci sono 5 chiese più grandi e sono divisi fra di loro.

Sri Lanka
Moltissimi giovani emigrano in cerca di lavoro per migliorare il proprio livello economico.
Esisto problemi dovuti alle differenze culturali.

Ucraina
L’ovest del paese è molto cattolico e invece nell’est c’è una presenza relativa.


Ci siamo chiesti che cosa fare?

  • Formare gli operatori pastorali, i quali devono essere persone con una intensa esperienza credente.
  • Passare da una iniziazione infantile a un ripensamento della pastorale che privilegi giovani e adulti.
  • Passare da una pastorale centrata sui sacramenti a una centrata sulla crescita della fede.
  • Le comunità cristiane devovo fare proposte alternative: un Gesù Cristo che provoca, la novità del Vangelo.
  • Favorire gli incontri personalizzati, che sappiano creare rapporti personali significativi basati su ascolto, dialogo, affetto.
  • Valorizzare e mettere la persona al centro dell’esperienza.
  • Agevolare la diffusione dei luoghi d’incontro: creare ambienti e itinerari accessibili a tutti.
  • Mantenere i contatti con i luoghi frequentati dai giovani
  • Passare da una catechesi centrata sulla dottrina a una catechesi globale ed esperienziale.
  • Far fare esperienze forti e commisurate alla maturità di fede.
  • Dare rilevanza al linguaggio simbolico e alle esperieze sensoriali
  • Passare da una visione individualistica a una prospettiva ecclesiale, dove tutta la comunità è coinvolta.
  • Realizzare una pastorale che sia ancorata al territorio.
  • Costruire relazioni con ambienti educativi.
  • Agevolare accoglienza dei tanti ritardatari.
  • Passare dalla necessità alla progettualità.
  • Partire dal “primo annuncio” e non dalle nozioni.


Segretario: Luigi Bertiè
Foto di Joanna Martín Gutiérrez