14 October 2010

Who are the young?

Our Young People - What young people are we talking about?
(Social context, educational context, economic context, religious context, ethnic context).

Group Members: 
Al-Jameel Hani Polus Yonu, Ataku Hedwing Musanga (Secretary), 
Uri Joseph Baru and Joseph Kachelewa (President)

After a careful reflection and evaluation of our own experiences with the youths, we found it inevitable considering our youths from the social context. Social context becomes the centre of all the activities of the youths as it brings them together. A youth who is out of social context in today’s world is out of touch with the massive communication. Unless one is physically and intellectually impaired will such a one contradict the existence of social network among our modern time youths.

However, experience has also taught us that the youths participate in most social realities but they are less enthusiasm to be fully involved in the social life.  The majority distances themselves from the social activities because they are afraid of loosing their freedom, thus loosing their individuality and autonomy. This assertion entails that they participate in activities where they know that their freedom will not be limited.

It is actually the social context that has lead many youths to persevere academically. The desire to be identified with a certain class of the elite in their own societies has led them to persevere the hardships that they encounter in education setup. Here, we are mostly referring to those coming from very poor families.

It is social context that has lead many youths to visit places where they can discover the world as it presents itself to them. Luck of social context in considering the youths will actually hider the very meaning of being a youth.

The great numbers of the young people believe in God and are convinced that God exist. However, it seems hard for them to enter into the spiritual realm of meeting a personal God. We could say that they are religious but without becoming Christians. Very few go to/in Church because they are convinced that the Church limits their freedom. Experience has reviewed that the youths would not like to be involved in any activity that has laid down structures. This is because they would like to discover the realities themselves. Therefore, even coming into Church means the moment to meet with others.

Youth animators, Ondo (Nigeria)
Due to low esteem, they choose places according to their standard of life. The youths are constantly searching to be known and find solidarity with others. We cannot talk about solidarity among the youths with social context. For them, solidarity means social network. The positive aspect of social contest is that they youths are able to share life and ideas with anyone within there social environment without discrimination.

This aspect leads to vital solidarity which initially comes from mere curiosity of knowing themselves and others. This social network which we could wisely call solidarity offers the possibility for creating relationships among themselves. Therefore, there is something in exchange in whatever area of activity they found themselves.

Secretary: Ataku Hedwing Musanga
President: Joseph Kachelewa 
Photo: ANS ©2007

I nostri giovani nella situazione di abbandono

CONDIVISIONE IN GRUPPO SU “I NOSTRI GIOVANI”

Gruppo:
JINOK (PETRA) LEE, JIN WON (MARCO) CHOI
GABOR HARTAI, PETRUS DORI

Le domande proposte dal Professore ci hanno fatto pensare ai giovani con i loro problemi e con le loro opportunità davanti a loro. Abbiamo pensato e condiviso la vita dei giovani in Venezuela, in Corea, in Ungaria e in Indonesia, cioè nei diversi paesi da dove proveniamo noi.

Secondo quello che abbiamo condiviso, i giovani in quei paesi sono coloro che stanno affrontando una vita difficile, segnata dalla separazione dei genitori e quindi vivono nella situazione di abbandono; segnata dalla povertà economica e perciò tanti non possono andare a scuola come vorrebbero loro;  dalla disoccupazione che purtroppo questo problema coinvolge tanti giovani dopo il loro studio in livello universitario; segnata anche da una vita senza Dio perché i genitori non credono più allora è difficile educare i loro figli nella fede; da una vita senza passato perché i nonni non vivono più con loro allora c’è il pericolo di dimenticare le proprie radici, da chi sono nati e da dove provengono.

Oltre di questo abbiamo anche condiviso le cose meravigliose dalla parte dei giovani in quei paesi e abbiamo concluso che per noi i giovani sono anche coloro che cercano di darsi da fare sia nella società che nella Chiesa, che si interessano ancora del loro futuro allora andare a scuola per essere educati è una cosa ancora positiva per loro; sono coloro che pur vivendo una vita senza Dio cercano di trovare la fede, di mantenerla e coltivarla grazie alle comunità ecclesiali e ai tanti e vari gruppi di base e di preghiera come punto di riferimento per loro;  cioè i giovani sono coloro che credono e sperano ancora in un futuro migliore.

Animatori del centro salesiano di Óbuda, Ungheria (febbraio 2010) 
Una cosa importante che ci ha unito nel gruppo anche se eravamo molto diversi sia dal punto di vista culturale, linguistico, e di nazionalità diverse era di avere la stessa passione ai giovani di oggi e abbiamo detto che per noi animatori e formatori dei giovani è molto importante avere l’interesse di loro e di loro problemi, conoscere bene i giovani con la loro realtà che non può essere separata dalle difficoltà e opportunità offerte. Solo così possiamo partire a camminare insieme con loro sulla ricerca del senso della vita.

Segretario: Petrus Dori
Foto: ANS

13 October 2010

I nostri giovani in ricerca di senso

«I NOSTRI GIOVANI»



1. Il nostro gruppo di lavoro e condivisione è costituito da membri provenienti da diverse realtà ed esperienze con il mondo giovanile:

Srª Fausta Palamaité, Lituania
Pe Juan Carlos, Salesiano, Colombia
Pe José Isidro, Salesiano, Colombia
Pe Aurélio Miranda, Missionario Passionista, Brasile
Pe Francisco Costa, Dehoniano, Portogallo

Srª Fausta ha lavorato con giovani credenti della parrocchia i quali sono una minoranza nell’insieme dei giovani. Le condizioni storiche, sociali e economiche favoriscono una cultura dell’incertezza, eclettica e anche esoterica. La migrazione sta formando una nuova sociologia giovanile.

Pe Juan Carlos ha lavorato con giovani della scuola (13-17 anni), di classe media. Manifestano una fiducia nell’educazione religiosa cristiana cattolica, come preparazione accurata per il futuro.

Pe Josè Isidro ha lavorato con i giovani della diocesi, religiosi e praticanti, ma soggetti a condizioni economiche e sociale bassi, che favorisce la violenza e i vizi.

Pe Aurelio Miranda, ha lavorato con giovani adolescenti italiani (12-18 anni) e le caratterizza come praticanti, umana e moralmente fragili, non preparati per la vita, in cui i vizi sono presenti.

Pe Francisco Costa ha lavorato con giovani universitari e le caratterizza come giovani in busche di risposte, inquieti e che “vivono in superficie, ma non superficialmente”.


2. Il gruppo ha provato di dare una risposta non settoriale ma integrata, cioè, considerando la realtà dei giovani in generale in rapporto con la famiglia, la vocazione, la preghiera e la partecipazione nelle attività di solidarietà. Della condivisione è venuto fuori le seguenti considerazioni o costanti generali:

  1. Quando parliamo dei giovani dobbiamo fare attenzione alla situazione particolare in cui essi vivono per capire i movimenti e le sfide che si collocano nelle loro vita e capire le pastorali più adatte.
  2. I giovani di oggi vivono in una cultura della precarietà, dell’insicurezza, dell’incertezze dell’immediatezza, della privatezza, della soggettività e dei sentimenti. La cultura giovanile tende a farsi sempre più accentuatamente con un’adolescenza interminabile e giovinezza prolungata.
  3. Questi elementi sono una sfida alla coscienza religiosa: la famiglia non è più il luogo (nemmeno l’unico) dove si bevve i valori, la preghiera è frammentata e basata sull’emozione, la vocazione è intesa nel senso orizzontale (professione, lavoro, sopravvivenza) che verticale nel senso di sequela di Cristo.
  4. Hanno difficoltà di intraprendere degli impegni a lungo, scegliendo con energia attività pontuali di solidarietà.
  5. Sono giovani in ricerca di senso, di pilastri sicuri ma a volte incapaci di andare in profondità. 


Roma, 13 Ottobre 2010
Segretario: P. Francisco Costa
Foto: Coro dei giovani a Tijuana, 11 settembre 2010, di Joe Boenzi

I nostri giovani sotto vari aspetti

I nostri giovani: quali sono?
13 ottobre 2010


Giovani: ma di quale contesto?

Contesto sociale. Tanti giovani vivono in una società dove c’è una confusione dei valori. Molte volte affrontano le difficoltà nello scegliere tra il bene e il male. Le difficoltà aumentano a causa di relativismo, consensismo, “peer pressure”, discorso di liberta personale etc. Un valore d’oggi non è più un valore domani (rispetto per gli anziani, fede in Dio, evitare i vizzi come il fumare, la droga ecc). Un “tabù” d’oggi è già qualcosa di norma per domani.

Contesto economico. Trovare i soldi è più che mai facile oggigiorno. Tanti giovani cercano la gratificazione immediata dei bisogni. Molte volte questo crea un senso d’indipendenza, libertà, e un “me né freghismo” nel confronto degli altri.

Contesto religioso. Se è vero che molti giovani abbandonano la fede quando arrivano già all’età di 18, c’è anche un bel gruppo dei giovani che va alla ricerca di un’esperienza di Dio. Questi si associano ad un gruppo e cercano di lavorare insieme e fanno tante cose insieme (ad es. il Jesus Group). Questi sono ben motivati e cercano di continuare le loro esperienze di preghiera e di condivisione. Più avanti anche nascono gli altri gruppi di persone chi non fanno necessariamente riferimento ad un Dio Cristiano o di qualche religione ma vogliono una esperienza spirituale.(Lo Voga, Zen meditazione, New Age)

Contesto etnico. Più che mai oggi c’è un bel mix delle culture e gruppi etnici. Molti giovani viaggiano a tanti paesi per motivo di studio, lavoro, tirocinio ecc e si trovano in situazioni di stare insieme, vivere insieme etc. A volte capita che i giovani di tante culture abitano sotto lo stesso tetto cercano di vivere un’esperienza di comunità.

La famiglia. Quali modelli di famiglia sono tipici tra i giovani d’oggi?

Magari in India ancora non è molto prevalente il discorso di famiglie composte. Ancora si vede un buon legame tra i genitori e i figli e i nonni. Molti giovani vivono in una famiglia ben unita e curata. Ma dobbiamo anche dire che piano piano sta prendendo avvio anche il discorso di “broken families”, le famiglie dove genitori sono separati e i figli che soffrono per causa di questo. Mamma che vive con il suo fidanzato e il papa che vive con la sua fidanzata e i figli chi non sanno dove devono andare. Genitori che non vergognano a fare questo discorso davanti ai loro figli transmettono un messaggio di normalità e tutto e permissibile.

La preghiera. Giovani cercano per preghiera sperimentale. Molti dicono “non vado in chiesa perché non riesco a capire le cose che fanno i preti”. Vogliono capire quello che loro fanno. Quindi non trovano un vero senso nella messa o altre preghiere che fanno in chiesa. Quindi vanno in ricerca di preghiera che si fa sentire, alcuni vanno dai carismatici, vari setti, etc.

La partecipazione nelle attività di solidarietà: Attirano o no? Sono facili o difficili?

Diviene abbastanza facile a fare un discorso di questo tipo ai ragazzi del nostro oratorio o le parrocchie, o almeno ragazzi chi sono portati in questi ambienti. Quando si fa un’attività con i gruppi di persone dai nostri oratori o parrocchie molti di loro partecipano con entusiasmo.

La vocazione. Tanti giovani almeno fino all’età di 30 cercano di fare l’esperienza nella vita. Magari questi discorsi vocazionali emergono dopo. Ma fino ai 30 quello che cercano in vita e proprio a fare delle esperienze. Ma e molto importante a fare questo discorso della vocazione, a educare i giovani a trovare il senso della vita già all’età di maturità. Quando manchiamo coraggio di fare proposte valide ai nostri giovani, rischiamo di perdere molti dei nostri giovani.

Contributo individuale di Lijo Vadakkan SDB
Foto di Joanna Martín Gutiérrez

I nostri giovani sotto vari aspetti

LA SPIRITUALITÀ GIOVANILE E I NOSTRI GIOVANI
13 ottobre 2010

Contributo di 
Juan Carlos Jairo Villarreal Riaño


I NOSTRI GIOVANI:

1. Ma di quale contesto?

Il contesto il quale ho a bastanza conoscenza è l'educativo Colombiano. Appartengo a una comunità religiosa con un carisma educativo, che lavora principalmente nelle città. I giovani con cui ho lavorato appartengono a un livello socioeconomico medio. Loro hanno a una accesso be sia educazione privata o pubblica, con carattere cattolico, dove i valori etici garantiscono per sè una alta qualità, per i modelli amministrativi. Di solito sono giovani che stano alla ricerca di opportunità di studio superiore nell'università. Hanno una età tra i 12 e 16 anni.

2. La famiglia: Quali son le condizioni che favoriscono la partecipazione?

I giovani Colombiani di strato medio, hanno un modello di famiglia mono nucleare in un 60 %, dove c'è la presenza dei due genitori. Tra l'altro 30 % ci sono quelli che sono figli di genitori divorziati, che abitano con uno dei due. E' a bastanza comune la permanenza con la mamma. Il 10 % sono di famiglie ricomposte.


3. La preghiera quali sono le condizioni  che favoriscono la partecipazione?

Di solito ho trovato alcune condizioni.

Giovani che trovano la esperienza religiosa a traverso del  servizio per il più bisognoso.
Giovani che attraverso l'esperienza di gruppo-comunità trovano nella preghiera, la carità e liturgia una fonte di vita.
Le donne hanno una speciale capacità di accoglienza delle esperienze che implica uscire da se e accettare a quelli che ci sono diversi.
Giovani che nella misura di potere condividere la vita approfondita, specialmente i suoi problemi, trovano il bisogno del  incontro con Dio.
Giovani che cercano risposte mature alle sue domande, davanti alla vita, la chiesa e la giustizia. Sia attraverso un conservatorio o attraverso una testimonianza.
L'ambito comunitario, come ambito di famiglia, donna le risorse incalcolabile per fare l'affidamento della fede matura.

4. La partecipazione nelle attività di solidarietà – Facile o difficile?

La pastorale giovanile Marista in Colombia ha fatto un scelta. Partire dalle necessità dei giovani, e tra loro, hanno bisogno dell'altro, del gruppo. Gli adolescenti non si capiscono isolati. Qualsiasi proposta implica passare per il dialogo, il confronto, per essere riconosciuti e attraverso de questo riconoscersi bisognosi di un totalmente altro, Dio.

Per questo motivo,  i movimenti riescono attirare i giovani nella misura che stano in sintonia con  i loro bisogni. E` specialmente difficile con quelli giovani che arrivano a 16 anni, e sono catturati da una offerta così ampia, dove la fede perde lo spazio permanenza. Quando hanno un processo che tocca lo profondo di loro è più facile accompagnarli in questa tapa, che è di transizione verso il mondo adulto,a volte troppo veloce.


5. La vocazione: Quanto è vitale la ricerca del senso nella vita, il discernimento – ma concretamente nella mentalità dei nostri giovani?

La società Colombiana soffre come tutta società della seconda modernità una grave perdita di senso, dove il peso cade soltanto sull'individuo, facendo possibile, l'egolatria o il vissuto del fracasso. La violenza e l'aggressività sono due delle uscite che molti trovano ma a sua volta impoveriscono il sonno di un mondo più umano e giusto.

Per ciò la ricerca di essere accompagnati per un adulto che possa ascoltare e accogliere le sue richieste, è una risorsa che apprezzano molto. La difficoltà radica nella capacità del adulto di accettare e capire come funziona il suo pensiero, senza giudicarlo. Il giovane Colombiano escapa di qualsiasi forma di controllo che non li permetta costruire le loro identità

Testo e foto di Juan Carlos Jairo Villarreal Riaño

I nostri giovani (Polonia)

GRUPPO DI LINGUA POLACCA
Tomasz Hawrylewicz, Łukasz Nawrat, Tomasz Łukaszuk

La condivisione è stata fatta in riguardo dei giovani in Polonia.

1. Giovani - ma di quale contesto? (contesto sociale, contesto educativo, contesto economico, contesto religioso, contesto etnico...)

Al inizio della nostra condivisione siamo resi conto che ognuno di noi ha fatto un’esperienza diversa lavorando o vivendo con i giovani della Polonia. È così perché ognuno di noi viene da un posto diverso e di una regione distinta in Polonia. Ci sono le zone del nostro paese con la tradizione più o meno forte, con diversi problemi economici e diversi pericoli educativi. In generale "i nostri giovani" o provengono dalle famiglie ricce o povere, dalle case con i problemi di lavoro oppure no. Se i genitori non lavorano, succede che è presente nella questa famiglia in maniera tropo forte l'alcool, quale crea i problemi sociali. Il contesto dei giovani di oggi anche dipende dalle scuole. Alcune di essi non prendono sul serio la cura del loro futuro. Si può osservare, che i giovani seguono l'esempio dei genitori nella prassi della fede. Tanti di loro hanno parere di "credere ma non praticare" come genitori stessi. Non ci sono problemi etnici.

2. La famiglia: quali modelli di famiglia sono tipici fra i giovani che conosciamo?

Spesso si può osservare che i genitori non hanno il tempo per suoi figli. Tante volte lavorano e non seguono che cosa succede nella vita quotidiana dei suoi figli, oppure sono presenti in modo fisico senza una relazione affetiva. Succede che affidano i propri bambini alla cura dei nonni. è interessante che si puo osservare povere famiglie quale sono molto felici e famiglie ricce quale vivono quotidiano nella tristezza e ricerca del denaro.


3. La preghiera: quali sono le condizioni che favoriscono la partecipazione? 

Se possiamo dire che giovani pregano, pensiamo che favoriscono sopra di tutto una preghiera nel gruppo adeguato alla loro età. Vogliono vedere e ascoltare l’esperienza della preghiera dei altri. Si interessano come pregare non in teoria ma facendo i prassi con gli altri. Vogliono partecipare la preghiera se è ben preparata. Favoriscono durante la preghiera la partecipazione di qualche gruppo che suona “buona” musica. Polonia si nota il fenomeno della preghiera collegata con movimenti giovanili come Teaze.

4. La partecipazione nelle attività di solidarietà - facile? o difficile? (qui si può parlare anche di movimenti, programmi, ecc.). 

È interessante che i giovani in Polonia partecipano nelle attività di solidarietà molto volentieri. Devono soltanto vedere lo scopo di questa attività in modo molto chiaro. Sono pronti di sacrificare il suo tempo libero, aiutando per gli altri. Di solito sono già programmi di volontariato ben conosciuti e accettai per il mondo giovanile. Si vede che giovani sono assisti in questa dimensione dallo stato – scuole, e la chiesa - parrocchie e movimenti giovanili. Si nota anche che ci sono i programmi quali preparano per il servizio più esigente come “volontariato missionario”.

5. La vocazione: quanto è vitale la questione vocazionale, la ricerca del senso nella vita, il discernimento - ma concretamente nella mentalità dei nostri giovani?

Purtroppo in genere abbiamo notato, che gli giovani vivono la vita senza ricerca della sua propria vocazione. Per loro sembra più importante “adesso” che “il futuro”, “avere” che “essere”. Vogliono sperimentare cose divertenti, piuttosto che impegnative. Si nota anche che vivono qualche volta una vita “virtuale” – in realtà di internet e giochi virtuali.

I nostri giovani

GRUPPO DI LINGUA ITALIANA
Rita, Bogdan, Matias, Alessio


CONTESTO: Lavoriamo in un contesto  popolare in alcuni casi, molto povero. Nonostante la buona volontà di alcuni giovani è difficile l’educazione cristiana in particolare in alcuni ambienti dove ci sono culture diverse e presenza di altre religioni, così si cerca di educare all’onesto cittadino.

FAMIGLIA: In alcuni ambienti sono presenti famiglie impegnate nel sociale e che sono testimonianza per i propri figli, mentre in altri ambienti sono numerose le famiglie divorziate. In Argentina  vi sono famiglie molto numerose con 13/14 figli e per mantenere la famiglia il papà è quasi sempre fuori tutto il giorno e la mamma cura i figli. Troviamo anche la presenza di famiglie non unite in particolare in contesti poveri ove i genitori sono costretti a lasciare il paese per trovare lavoro altrove e i figli rimangono con i nonni, in questo caso non si ha un modello di famiglia solido.

PREGHIERA: In alcuni contesti è difficile per la presenza di altre religioni allora si cerca di parlare di Dio e lasciare spazi di silenzio. La maggior parte dei ragazzi nella preghiera riesce ad esprimersi meglio se si tocca il cuore stimolandoli a condividere la loro esperienza. Quindi per i giovani la preghiera deve essere ben organizzata.

SOLIDARIETA’: La solidarietà è molto sentita dai ragazzi che se vengono invitati rispondono. Manca però la continuità nell’impegno.

VOCAZIONE: Noi educatori riteniamo che sia fondamentale, ma in alcuni casi i giovani non la sentono come importante, preferiscono vivere alla giornata. In particolare, nel contesto di maggioranza ortodossa  si cerca di fare un cammino con i più grandi cercando di parlare dell’importanza della famiglia. In altri contesti invece si sente molto la religione quindi, alla fine di un cammino il giovane si chiede quale sia la sua vocazione e qui è importante la figura religiosa che deve essere presente come riferimento significativo e costante.

Segretario: Bogdan
Foto: Joe Boenzi (Moncucco, 2010)